1889. Le mie notti

Mi aggrappo saldamente

Ad un bicchiere di vino

Ed ai ricordi di un mondo

Che non mi era estraneo

Un mondo che Γ¨ esistito

Dove una principessa

Mi guardava dalla finestra

Mentre distratto e intento

Ero, a conquistare il mio regno

Ora tutto Γ¨ cambiato

Solo la luna Γ¨ uguale

Affacciata alla sua finestra

Troppo alta

Per essere scalata

1869. Uomini di conoscenza

L’amore che t’avvicina a tutto, perciΓ² t’allontana da tutto

ChΓ©, non puoi avventurarti in terre inesplorate aspettandoti d’incontrare esploratori

E quando l’assoluto ti benedice, lo fa con una maledizione

Sacrificare te stesso a te stesso per te stesso

Ma Γ¨ solo la tua semplice scelta di ciΓ² che desideri in premio

1830. Sarei potuto essere… (20/5/2015)

I cigni nascono tutti uguali, tutti grigi, tutti con lo stesso cuore di poeta. E’ poi che si sceglie da quale parte stare. Sarei potuto essere un avvenente cigno nero. Un piccolo tuffo in una pozza d’inchiostro e giΓΉ a scarabocchiare grovigli di belle parole tessute sulla trama del nulla. GiΓ , sarei potuto essere un affascinante cigno nero, e vi avrei incantato parlandovi, infuocato e dolente, della maledizione dell’Uomo; benedicendola perΓ² in segreto. Avrei covato amorevole quel vuoto, che la vita ci chiede invece di colmare, perchΓ¨ ne avrei fatto la mia ricchezza. Mi avreste visto accompagnarmi per l’aia insieme al pavone, ed estasiati non avreste saputo chi ammirare di piΓΉ. Ho deciso altrimenti, di essere bianco! Sono sporco anch’io, come tutti vivo in mezzo al luridume e agli schiamazzi del cortile. Solo, silenzioso, in un angolo defilato, passo le giornate a lisciarmi con infinita pazienza le penne, per cercare di mondarle dal sudiciume. SΓ¬, sarei potuto essere un maestoso cigno nero, ma mi sarei andato a nascondere all’arrivo del temporale, per paura che la pioggia potesse lavar via il nero, e mostrarvi il niente sotto. E invece ho deciso di essere bianco, e sferzato dall’acqua battente mi dispiego ed intono canti di ringraziamento. Non lo nego, sarei potuto essere un magnifico cigno nero, ed amare questo spiazzo squallido e nauseante. Io invece lo disprezzo, e non faccio altro, mentre cresco, che sognare il lago cristallino in cui un giorno mi immergerΓ². La cui acqua mi purificherΓ  per sempre. Quel giorno in cui il vuoto sarΓ  colmato e sarΓ² forte.

Con ali di ghiaccio mi leverΓ² in volo
Il sole mi trasformerΓ  in nuvola
Il vento mi mescolerΓ  al cielo
E nei vostri ricordi
Di me rimarrΓ  solo
Qualche fiocco di neve

*

β€œNient’altro che del bianco a cui badare” (Arthur Rimbaud)

1758. Dionisiaco estatico

No, non ti desidero come l’acqua

Ti vorrei come fossi vino buono

In cui alcun bisogno di dissetarmi

NΓ© tantomeno ubriacatura ricercare

Ma di cui attento disvelare, il mistero

Dell’infinita armonica varietΓ 

D’aromi e sensazioni cangianti

Con cui colmo di gratitudine brindare

Alle cose belle della vita

Ai miracoli del tempo

*