1839. No, ma dai…

Chi mi segue, sa che da un pezzo a questa parte sono diventato insofferente agli italiani, alla loro superficialitร , trivialitร , ignoranza, irresponsabilitร  e incultura, alla loro mentalitร  irrecuperabilmente bacata e primitiva, e alla loro totale cecitร  di fronte alla situazione hanno consentito si verificasse e che porterร  sto paese dritto dritto alla rovina. Ogni giorno, ad ogni disturbato e disturbata che mi incrocia la via, ad ogni abuso e sopruso, ad ogni nuovo decreto o legge folle che passa col bene placito plebiscitario dei miei connazionali, mi assale sempre piรน impellente la volontร  di abbandonare la barca che affonda prima sia troppo tardi. Nella speranza non solo di costruire un futuro migliore per me, ma anche e soprattutto per mia figlia. E chi mi segue sa anche che tra il lusco e il brusco, tra il serio e il faceto, c’รจ un cartello che mi indica da un bel po’ la Russia. L’ultimo post al riguardo รจ giusto di stanotte…

Stamattina per una serie di circostanze veramente particolari, sono rimasto da solo a presidiare la sede dell’azienda dove lavoro. Il boss era pure in enorme ritardo nel rientro previsto. Perlappunto sul tardi arriva una persona, un cliente qui per la primissima volta, che aveva prenotato della merce che normalmente non trattiamo ne si trova facilmente: oggi c’era! Potrei consegnare e liquidarlo autonomamente, perรฒ decido di far interloquire telefonicamente il cliente col capo. Il cliente decide di aspettare. Una chiacchiera tira l’altra, entriamo in simpatia, e nel discorso lui butta li un “ho dei russi a casa”. Le antenne mi si drizzano all’istante. Mantenendomi sul vago, comincio a dirottare il discorso sul perchรฉ ritengo la Russia l’unico paese rimasto al mondo dove, secondo me, varrebbe la pena andare a vivere in questo momento. Mi viene confermata ogni supposizione e gli parlo del mio proposito di un ipotetico trasferimento. Sinchรฉ gli chiedo se per caso ha degli agganci in loco… e gli agganci ce li ha eccome! Lui esporta acqua minerale, e i russi che ospita sono suoi clienti proprietari di una catena di 120 supermercati. Ho imparato a non titubare di fronte a nessuna opportunitร  e cosรฌ gli chiedo esplicitamente, esponendogli nel dettaglio i miei programmi, se gli รจ possibile darmi una mano. Mi accorda piena disponibilitร  e ci scambiamo i numeri di telefono. Ora, come si fa a dire che l’Universo non ascolta!? Per me sarebbe bestemmiare. Vediamo perรฒ se ha capito bene…

Ore 12.04: solo ora faccio caso che oggi รจ il 22… una firma del destino che giร  ben conosco

1832. ะ‘ะตะปะฐั, ะบั€ะฐัะฝะฐั ะธ ัะธะฝัั ะจะฐะบั‚ะธะ‘ะตะปะฐั, ะบั€ะฐัะฝะฐั ะธ ัะธะฝัั ะจะฐะบั‚ะธ

E seguiamo i segni, tra cui anche l’immagine arrivata “per caso”, e cerchiamo altrove. Che, d’altronde, pretendere di trovare una mela sana in un silos di mele bacate รจ, a tutti gli effetti, un idea alquanto sciocca e balzana

*

1831. Giร , ma cosa???

Un cappio mi si stringe sempre piรน stretto al collo togliendomi il respiro e le forze. รˆ la sempre piรน lucida consapevolezza di non poter procedere oltre nel mio cammino in pura autonomia. Sono giunto al limite del percorso percorribile con le mie sole gambe, sul ciglio di un burrone invalicabile. O mi arrendo all’immobilitร , o mi butto di sotto sfracellandomi, o trovo l’ala di due post fa per riuscire a procedere oltre. Poco fa mi รจ giunto in maniera affatto casuale questo aforisma:

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.
(Thomas Jefferson)

ma per quanto mi lambicchi, non riesco a scorgere ulteriori alternative alle miriadi di tentativi diversi giร  provati

1826. Appunti

Ore 2.50: sono, come di consueto, al self 24h per prendermi un caffรจ prima di attaccare al lavoro. Inserisco un euro nella macchina nuova di pacca. Schiaccio il tasto dell’espresso ma non succede niente. Rischiaccio e niente. Mi accorgo che non ha digerito la moneta. Infilo le dita nel vassoietto del resto e sento qualcosa di strano. Estraggo il mio euro tedesco con la faccia dell’aquila rivolta a me, ed i quattro teschi di cui in figura. Il primo pensiero รจ ad un plateale nesso col mio post “Il verdetto”, scritto come sfogo giusto poco prima. Non posso non farmi venire alla mente la collana di teste mozzate di Kali, oggetto delle mie sconfortanti elucubrazioni di questo periodo. Poi perรฒ penso al quattro e al teschio come simbolo della pirateria. E qui a Livorno, il numero 4 รจ perlappunto associato ai pirati saraceni. Da qui il rimando al simbolo di una regione in cui vive una persona a cui ero giusto nell’indecisione di scrivere. Una persona che mi era stato giร  indicato considerare animicamente morta. Come al solito, sarร  un bel dilemma interpretare correttamente questo rebus…

Ore 3.38: forse รจ giunto un ulteriore indizio; una mail dal contenuto piuttosto “particolare”:

ยซ Avete una foto dellโ€™uomo o della donna che amate… Perchรฉ mai dovete insudiciare e limitare quell’essere proiettando su di lui desideri sensuali, pensando al modo di soggiogarlo, di farlo vostro? Dovete invece affidarlo al Signore, alla Madre Divina dicendo: ยซEcco, รจ vostra figlia, รจ vostro figlio, benedite questo essere e ispiratemi i migliori pensieri affinchรฉ io possa aiutarlo nella sua evoluzioneยป.
E se vi capita di accarezzargli la testa, i capelli, anzichรฉ cercare solo il piacere, pensate a fare qualcosa per il suo bene e dite: ยซChe Dio ti benedica, che in questa testa regni la luce e vengano a stabilirsi tutti gli angeliยป. รˆ cosรฌ che trasformate il vostro amore, che non sarร  piรน fatto unicamente di sensualitร , ma diventerร  un sentimento straordinario, come non ne avete mai conosciuti. ยป
Omraam Mikhaรซl Aรฏvanhov

Ore 5.50: mi portano a fare colazione al bar “Quattro Mori”

Ore 6.14: passa in radio questa canzone di cui conoscevo solo l’originale dei Supertramp

Ascolto le parole e mi sovviene come folgore la relazione, che ho sempre trovato disturbante, con Kamala nel Siddhartha di Hesse. Sembrerebbe un quadro coerente in tutto, compreso con l’ipotetica risoluzione del mio post “Mi svendo”. Forse dovrei socchiudere la porta ad una possibilitร  totalmente sovversiva e dirompente nel mio paradigma, per ottenerne qualcosa di importante che non mi riesce proprio di cogliere. O forse, invece, dovrei piuttosto sprangare ulteriormente le porte!? Odio i messaggi sibillini…

1814. Appunti

Gli aneddoti del vissuto si agglutinano, nella loro comprensione, in piccole veritร  che si ammonticchiano come le tessere di una immagine piรน grande; e rimangono lรฌ, in una attesa indefinita, prima di trovare la loro collocazione. Stanotte tornando da lavoro in auto, mi ha colto una certa intuizione e stamane mi รจ giunto da se un video che avallerebbe esattamente la suddetta. Per giunta, permettendomi di ricongiungervi altre tessere in una composizione coerente.

Siamo collettivamente cellule di un enorme frutto chiamato umanitร ; e siamo nella necessaria fase della marcescenza che libererร  il seme che genererร  una nuova pianta. L’importanza del singolo in questo processo รจ relativa, rispetto al risultato. Ma, come in qualsiasi organismo, OGNI cellula vi partecipa in senso positivo con una propria funzionalitร . Persino quelle tumorali e quelle in putrefazione. Ovviamente questa รจ solo l’estrema e banale sintesi di un discorso estremamente piรน articolato. E chissร , forse mi verrร  la voglia di sviscerarlo in parte su queste pagine

1800. L’eloquenza dell’universo

Stasera: “Arcadio lo mangi un primo? Ti va bene se faccio un po di pasta con… xyz?”. Non riesco a captare l’ultima parola, ma rispondo automaticamente in modo affermativo. Arriva in tavola una fiamminga con delle penne condite con quello che sembra ragรน. Mi servo e noto la stranezza di ciรฒ che รจ in mezzo al pomodoro. Non si capisce che roba sia, fibre tenere e completamente sfilacciate. Assaggio, ed ha un sapore particolare che non riesco perรฒ ad individuare. Comunque รจ molto buono. Dopo il bis: “Ti รจ piaciuto l’istrice?”. Ora, a parte la sorpresa per aver mangiato qualcosa di inaspettato per la prima volta in vita mia, mi arriva una scossa elettrica nella spina dorsale per ben altri motivi. รˆ passato talmente poco dall’aver scritto questo post, ed รจ stato talmente concitato e rapido il susseguirsi di eventi da quel momento, che รจ veramente impossibile non soffermarmi a carpire il significato del piรน che esplicito messaggio personale servitomi insieme alla cena. E questo รจ la mia interpretazione:

“Quella persona รจ oramai solo un animale selvatico, interiormente morto. Per te, la missione รจ terminata; niente piรน guerra, niente piรน aculei, niente piรน abbracci, perchรฉ niente piรน anima. รˆ ora per te di questa esperienza, deglutirla, digerirla, metabolizzarla ed eliminare le scorie. E finchรฉ dura, mantenere giusto il ricordo del gusto della carne”

Ed ovviamente ubbidirรฒ

1791. Il marchio della bestia

Serata fredda e ventosa. I locali sono semideserti, eppure c’รจ ancora gente ai tavolini all’aperto. Ed รจ piรน quella fuori che quella dentro. Di giorno, file ordinate, segnalano l’ingresso agli ambulatori delle farmacie. Sono in tanti, che senza clamore, in silenzio, semplicemente non si piegano. Agiscono nel reale percependo la realtร  per quel che รจ. Un senso di calore mi pervade al constatare di essere parte di una comunitร  umana ancora integra e viva. Esistente e resistente. E giusto oggi Facebook si toglie la maschera e si rinomina Meta. Si rivela evangelico e prometeico metaverso, realtร  virtuale, surrogante e arrogante sostituto del reale autentico; parte della gabbia in cui il resto degli esseri umani conduce e condurrร  la propria vita, se cosรฌ la si puรฒ ancora definire. Il fondo del Reno pronto per chi non sa sottrarsi dal seguire ciecamente ogni suadente Pifferaio Magico

1782. Conferme

Giusto ieri ho avuto modo di parlare e meditare lungamente sull’argomento in oggetto al messaggio, oggi ricevuto, di cui in calce. Sono elettrizzanti queste “coincidenze”

ยซ La vita ci si presenta come un susseguirsi di problemi da risolvere. Chi cerca di sottrarsi a quei problemi, anzichรฉ sforzarsi di risolverli onestamente, ben presto si troverร  di fronte a difficoltร  insormontabili. Perchรฉ? รˆ molto semplice. Tutti voi siete andati a scuola, vero? Lรฌ avete studiato la grammatica, la matematica ecc., e per ogni materia avete dovuto fare degli esercizi. Prendiamo, per esempio la matematica: immaginate uno studente che cominci a trascurare gli esercizi relativi alla prima lezione: in seguito gli mancheranno gli elementi per affrontare le lezioni successive. Che cosa farร  allora? La situazione diventa sempre piรน difficile per lui e arriverร  il momento in cui non potrร  piรน venirne fuori. Avviene la stessa cosa con i problemi che la vita ci presenta; ogni problema ben risolto ci dร  gli elementi per affrontare i problemi successivi nelle migliori condizioni, poichรฉ gli sforzi che abbiamo fatto porteranno i loro frutti: dopo ogni esercizio, diventiamo piรน perspicaci, piรน pazienti e piรน resistenti.
รˆ necessario che tutto ciรฒ sia ben chiaro per voi: รจ solo in apparenza che potete evitare le difficoltร , come fa lo scolaro che marina la scuola; in realtร , i problemi irrisolti rimangono lรฌ come tanti ostacoli sul vostro cammino, e ben presto vi troverete davanti a una barriera insormontabile.  ยป (Omraam Mikhaรซl Aรฏvanhov)

1755. Appunti

Credo proprio di stare rientrando nel maelstrom della depressione, per la terza volta in questa esistenza. La chiamano “la notte buia dell’anima”. Una fase di incubazione ctonia, in cui dall’essere una cosa ci si ritrova trasformati in un altra, radicalmente diversa. Ma mentre dalle prime due non sapevo cosa aspettarmi, stavolta so esattamente cosa ne verrร  fuori, se ne verrร  fuori: un essere ultraumano, freddo, distaccato, indifferente, iperlucido e logico, senza piรน alcuna traccia di emotivitร . Un essere perfettamente adattivo alla realtร , come un congegno di precisione; un essere che piรน non desidera, piรน non soffre, piรน non ama. L’ultima metamorfosi prima del Nirvana, la perdita di ogni identificazione e attaccamento. รˆ da tempo che questo processo รจ iniziato, senza me ne rendessi conto. E in questo autunno mi ritrovo avvizzito e ingiallito a cadere dal ramo come una foglia, e a planare precipitando nell’abisso. E vorrei non doverne toccare mai il fondo. Vorrei che il bozzolo di frantumi di illusioni, che oramai mi ravvolge quasi completamente, non si chiudesse. Vorrei non dover cambiare e morire a me stesso, per rinascere disumano. Ma non posso oppormi, non ne ho la forza ne la volontร . La magรฌa mi ha tradito, e mi accorgo che รจ da lungo tempo che si limita a tenermi in animazione sospesa, in uno stato semicomatoso che stento a definire vita. Ogni tanto una iniezione di adrenalina, quando i segni vitali stanno per svanire definitivamente. Il mio quotidiano va avanti per inerzia, senza rispecchiare alcuno scopo che abbia una intrinseca importanza; su di un piano che si riflette in una linea perfettamente piatta nel mio interiore. L’Assoluto che mi ha sbeffeggiato una volta di troppo, facendomi intravvedere e assaggiare la felicitร  perfetta, salvo perรฒ renderla inafferrabile come un miraggio. Mi sento come un pesce che ha abboccato a mille esche, sempre piรน succulente, trovandovi ogni volta un inganno e una trappola ad attenderlo. Un pesce che ha ogni volta lottato strenuamente per liberarsi, riuscendoci. Ma all’ultimo dolce boccone toccatogli in sorte, ha si strappato la lenza, ma nello schianto l’amo gli รจ rimasto conficcato in gola. Ed ora, stremato, non riesce e non vuole ingollare piรน nulla di questo mondo; sopportare il dolore e l’umiliazione del deglutire e del respirare. Continuo a perdere peso, ma non me ne preoccupo. Anzi, trovo un certo sollievo nel consumarsi della mia carne, una sorta di senso di espiazione alla colpa di esistere. E non mi spiace l’idea di questo dolce evaporare, come fa una pozzanghera fangosa, insieme ai miei insensati pensieri e inutili emozioni. Ma presto, prima di trasformarmi in un mostro perfetto

1694. Appunti

Strade completamente deserte. Ore 1.13, una lepre mi attraversa la strada. รˆ un attimo farmi sovvenire questo post. Una ottima occasione per ribadire a me stesso che non permetterรฒ piรน a nessuno di prendermi per le orecchie. Ore 1.43, parcheggio dietro un automobile targata 222; tanto per riconfermare la bontร  della proposizione

1662. Presente!

E poi ci sono giornate come questa, che giร  lo avverti da appena aperti gli occhi che sono diverse. Che esci di casa e ti godi il vento, l’aria finalmente limpida e la luce meravigliosa che si riflette, in infinite tonalitร  di grigio-blu, su di un mare che sembra una lastra d’acciaio di Damasco. E da ogni lato, gli orizzonti, sembrano tutti a portata di mano; basterebbe solo allungarla per afferrare ciรฒ che vuoi, ma non hai niente di meglio da desiderare del semplicemente essere ciรฒ che sei. Momenti di assoluta armonia col cosmo, perfettamente in equilibrio nel centro immobile di ogni cosa; dove nulla ti puรฒ nuocere o turbare. Momenti di calma e di gioia e di consapevolezza. La consapevolezza che ogni vicissitudine, errore, incontro sbagliato, scelta avventata, tutto ciรฒ, metabolizzato, ha concorso acchรจ accadesse la magรฌa di questo stato di perfezione. La consapevolezza di essere nel solco del tuo destino, esattamente all’incrocio con il tuo tempo. Puntuale, ad un appuntamento importante con te stesso

1640. Daimonology

Ecco, mi frullava l’idea di appuntare qualche evento sincronico accadutomi recentemente, ma ero indeciso perchรฉ alla fine ste robe a chi non le vive in prima persona non fanno ne caldo ne freddo. E tacchete, ci pensa una notifica di youtube a sbloccare l’empasse segnalandomi questo video:

coincidenza!? Senza dubbio, ma di coincidenze al limite dell’incredibile รจ intrecciato il filo conduttore dell’intera mia esistenza. Difficile decifrare sempre quale ne sia il senso. A volte effettivamente indicano una direzione o una scelta di cui scoprirai solo molto dopo la ragione. A volte sembrano invece pure conferme di non essere soli e abbandonati. Una sorta di giochi di prestigio che ti tengono desto e ti tirano su l’umore nei momenti apparentemente senza senso di attesa e sconforto nel corso del vivere. Perlappunto, tutta una serie di coincidenze inverosimili, che ora non racconterรฒ, mi hanno portato ad imbarcarmi in un secondo lavoro estenuante ma che intuisco mi condurrร  verso ulteriori risvolti positivi. Il titolare รจ un personaggio a detta di molti intrattabile, ma interessantissimo e da cui imparare molto. Per qualche strana ragione gli risulto simpatico, e la moglie non smette mai di ringraziarmi per la mia presenza perchรฉ, dice, riesco a renderlo piรน mansueto. Ma non รจ questo il tema, quanto piuttosto le strane cose che vedo succedermi la dentro. Ne citerรฒ solo tre. Una sera parlavo appunto col capo di scommesse e totocalcio, e mi raccontava di una vincita persa per via dell’aver messo il pronostico di un amico invece del suo, accennando all’allenatore della squadra in oggetto: Vinicio. Bene, nel contempo arriva un avventore: “Buonasera, avevo una prenotazione… a nome Vinicio…”. Qualche sera fa apro un frigorifero e sento un botto; indago e scopro che una bottiglia vuota, altrove, รจ esplosa da se senza alcun motivo. Ma la piรน bella รจ quella di ieri sera. A quanti di voi รจ capitato di mangiare pesci balestra? Per me era la prima volta. E a quanti di voi รจ capitato di mangiarli mentre in tv passava un intero programma sui balestrieri di Gubbio? ๐Ÿ˜‚

Welcome to my magic life…

1604. 22 Luglio 2021

Un grazie a Cloto, che zelante concatena gli eventi della mia vita. E alla Madre, che dirige con maestria e amore severo la filatura del mio destino. Accetto, come sempre, ogni dura lezione che mi impartisci, con infinita pazienza e fiducia. Perรฒ mi sconforta la drammatica impressione sia rimasta oramai, a popolare il mondo, solo l’innumerevole progenie di Lilitu ed i suoi succubi. Ma non posso e non voglio crederci, perciรฒ ti chiedo: in quanti siamo rimasti ancora ad esserti fedeli e devoti? Dove siamo? Come facciamo a trovarci e riconoscerci? Ecco, avere delle risposte, questa รจ la mia preghiera e invocazione per questo giorno

1555. La provvidenza

Nonostante tutto, ancorchรฉ oggi mi chiedessero se credo in un fantomatico “filo rosso”, risponderei indubitabilmente di SรŒ! Un filo a cui sono legate, non una, ma molte persone. Che quando le incontri nella loro successione ti possono sembrare ognuna una meta paradisiaca e invece quando prosegui oltre, una fregatura, una burla crudele o persino una maledizione. Non รจ cosรฌ, sono piuttosto i nodi importanti da sciogliere per rompere il karma psicologico che ci tiene imbrigliati in un garbuglio paralizzante. Servono a conoscere se stessi, per poter sfuggire agli automatismi inconsci che ci condannano a ripetere in eterno le medesime esperienze. Servono ad individuare quelle cause da cui scaturiscono meccanicamente gli stessi effetti, per poterle scientemente modificare. Sono personalmente convinto da molto tempo che nulla รจ per caso, cosรฌ come che ci sia una “intelligenza” che ci conduce, benchรฉ con un criterio spietato, verso eventi sempre piรน duri tanto piรน siamo rigidi e blindati al cambiamento. E che questa “intelligenza” sia interiore od esteriore, psichica o metafisica, non fa la minima differenza. La differenza la fa accorgersi del suo manifestarsi ed il constatare che esiste davvero.