1879. De laboris interiori genius

Essere Γ¨ dare espressione alla propria natura intrinseca. Manifestare con perfetta coincidenza l’interioritΓ  nel segno tangibile dell’agire. Essere completamente rapiti nella passione per ciΓ² che si fa. È la perfetta armonia di una danza col vivere. È eleganza e sicurezza nel gesto. È nobiltΓ  dell’arte. E non importa ciΓ² che stai facendo, se sia la piΓΉ umile o la piΓΉ grandiosa delle attivitΓ ; nessuno spettatore potrΓ  sottrarsi al fascino che emana dalla modalitΓ  con cui essa si compie

È questa la riflessione in retrospettiva nata da una giornata lavorativa particolarmente impegnativa. Il lavoro dunque nobilita? Senza dubbio alcuno, ma alla precisa condizione che esso sia nobilitato dalla virtù di chi lo svolge

1875. Guerra e pace

L’altro ieri ho rimesso piede a Roma dopo 7 anni. Mi sono chiesto come abbia potuto vivere per piΓΉ di quarant’anni felice e contento dentro una vera bolgia infernale. Mi sono risposto che Γ¨ l’abitudine a far sembrare normale anche ciΓ² che non lo Γ¨. Fatico non poco ad ammetterlo, ma forse dovrei essere in qualche modo riconoscente all’instabilitΓ  del mio vissuto. Un destino sufficientemente caotico da non permettere mai si sedimentasse una qualsivoglia cosa, persona, situazione, in abitudine o punto statico di riferimento. Fortunatamente non vivo di sole battaglie ed ho i miei rifugi fuori dal tempo, da raggiungere ed in cui ritrovare equilibrio ed armonia. In una quiete che sovrasta e sconfigge implacabile la follia frenetica del disumano vivere

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1862. Dall’altra parte dello specchio

Alba a Chioggia

Mentre la cosiddetta civiltΓ  si estranea e blinda, rispetto alla contingenza della mondanitΓ , in una bolla di retorismo demagogico, cerco di non perdere contatto con ciΓ² che Γ¨ vero e tangibile. Mi aiuta in questo la deliberata scelta di un lavoro che comporti la fisicitΓ , e che mi da l’occasione, come in questo caso, di bearmi della bellezza incancellabile della realtΓ , mentre le “anime belle” dormono e sognano. Che…

La realtΓ  schiaccia sempre i suoi negatori

1848. Il mio capodanno

Il 31 mattina alle 3 ero al lavoro, alle 11 ho staccato. Due ore di sonno. Alle 17 ero di nuovo al lavoro a 35km da casa. Sono tornato alle 5. Due ore di sonno. Alle 9 del primo ero di nuovo a 35km da casa per il trasloco delle attrezzature del ristorante di un amico. Ero a casa alle 21. Faccio quel che voglio fare ed il mio corpo mi concede il potere di farlo. Ho una sconfinata gratitudine e ammirazione per questo umile e grandioso ammasso di carne che ha resistito e resiste ai piΓΉ estremi maltrattamenti e richieste con una fedeltΓ  commovente. E non dimentico mai che Γ¨ grazie anche a lui, compagno di ogni esperire, se sono quel che sono

1844. AmmazzacaffΓ¨… per il momento solo quello

Tutte le farmacie che effettuano tamponi sono full con le prenotazioni da almeno una settimana. Ce n’Γ¨ solo una che tampona senza appuntamento. Arrivo e c’Γ¨ almeno una trentina di persone avanti a me. Mentre sono in attesa mi “diverto” a calcolare che al massimo solo sei persone sono li per il green pass lavorativo come me. Gli altri, vaccinati e contenti, si tamponano per il cenone di domani sera. Ovviamente nell’allegrezza della riunione, per il lieto test, l’ordine degli arrivi va a farsi fottere e mi tocca incazzarmi di brutto brutto. Alla fine gli animi si placano e comincia una conversazione a tema COVID, pacata quanto allucinante, in cui sti plurivaccinati sposano tutte le mie argomentazioni. CioΓ¨, sono tutti perfettamente consapevoli di essere vessati gratuitamente e presi platealmente per il culo, ma non c’Γ¨ nessuno disposto a tirarsi su le mutande. Mi son venuti i conati, giuro. Che preferisco a questo punto avere a che fare con filogovernativi convinti e agguerriti, che con sta massa di imbelli codardi. Intanto, come Γ¨ ovvio che sia, i ricattatori, incassato il riscatto senza problemi, alzano sempre piΓΉ la posta. GiΓ  si parla di obbligo vaccinale per tutti per lavorare, ma altrettanto ovviamente senza istituire un obbligo vaccinale che segua l’iter giuridico costituzionale. Egnente, datemi un punto di fuga che mi ci fiondo senza guardarmi indietro

β€œIl buon cittadino Γ¨ quello che non puΓ² tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi.” (Cicerone)

1839. No, ma dai…

Chi mi segue, sa che da un pezzo a questa parte sono diventato insofferente agli italiani, alla loro superficialitΓ , trivialitΓ , ignoranza, irresponsabilitΓ  e incultura, alla loro mentalitΓ  irrecuperabilmente bacata e primitiva, e alla loro totale cecitΓ  di fronte alla situazione hanno consentito si verificasse e che porterΓ  sto paese dritto dritto alla rovina. Ogni giorno, ad ogni disturbato e disturbata che mi incrocia la via, ad ogni abuso e sopruso, ad ogni nuovo decreto o legge folle che passa col bene placito plebiscitario dei miei connazionali, mi assale sempre piΓΉ impellente la volontΓ  di abbandonare la barca che affonda prima sia troppo tardi. Nella speranza non solo di costruire un futuro migliore per me, ma anche e soprattutto per mia figlia. E chi mi segue sa anche che tra il lusco e il brusco, tra il serio e il faceto, c’Γ¨ un cartello che mi indica da un bel po’ la Russia. L’ultimo post al riguardo Γ¨ giusto di stanotte…

Stamattina per una serie di circostanze veramente particolari, sono rimasto da solo a presidiare la sede dell’azienda dove lavoro. Il boss era pure in enorme ritardo nel rientro previsto. Perlappunto sul tardi arriva una persona, un cliente qui per la primissima volta, che aveva prenotato della merce che normalmente non trattiamo ne si trova facilmente: oggi c’era! Potrei consegnare e liquidarlo autonomamente, perΓ² decido di far interloquire telefonicamente il cliente col capo. Il cliente decide di aspettare. Una chiacchiera tira l’altra, entriamo in simpatia, e nel discorso lui butta li un “ho dei russi a casa”. Le antenne mi si drizzano all’istante. Mantenendomi sul vago, comincio a dirottare il discorso sul perchΓ© ritengo la Russia l’unico paese rimasto al mondo dove, secondo me, varrebbe la pena andare a vivere in questo momento. Mi viene confermata ogni supposizione e gli parlo del mio proposito di un ipotetico trasferimento. SinchΓ© gli chiedo se per caso ha degli agganci in loco… e gli agganci ce li ha eccome! Lui esporta acqua minerale, e i russi che ospita sono suoi clienti proprietari di una catena di 120 supermercati. Ho imparato a non titubare di fronte a nessuna opportunitΓ  e cosΓ¬ gli chiedo esplicitamente, esponendogli nel dettaglio i miei programmi, se gli Γ¨ possibile darmi una mano. Mi accorda piena disponibilitΓ  e ci scambiamo i numeri di telefono. Ora, come si fa a dire che l’Universo non ascolta!? Per me sarebbe bestemmiare. Vediamo perΓ² se ha capito bene…

Ore 12.04: solo ora faccio caso che oggi Γ¨ il 22… una firma del destino che giΓ  ben conosco

1837. Simboli

A presidiare il presepe in Vaticano, quest’anno, c’Γ¨ una scenografia peruviana. L’ospite d’onore Γ¨ un condor. Il condor Γ¨ un uccello che si nutre prevalentemente di carogne, ma che (cito Wikipedia) non disdegna di nutrirsi di animali feriti o appena nati. Niente a che fare, ovviamente, con un neonato in una mangiatoia, ne tantomeno con l’inizio della campagna “vaccinale” a danno dei bambini. D’altronde chi di voi si riterrebbe mai una carogna?

La scenografia Γ¨ stata donata al “papa” in occasione dell’anniversario dell’indipendenza del PerΓΉ; bene, andatevi a cercare in cosa consiste la Festa dello Yawar. Interessante no!? La civiltΓ  europea Γ¨ oramai una carcassa; la carcassa di una bestia suicida… fatevene una ragione.

E Buon Nat… ops… Funerale a tutti!

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1835. Hey, Huston…

Va bene che compro un frigorifero da 450lt; il prezzo Γ¨ un affare e mi serve un congelatore capiente. Va bene che compro un nuovo set di pentole “gajarde” per l’induzione; e visto il costo prendo pure quelle grandi per averle tutte uguali. Va bene che acquisto una catasta di asciugamani, casualmente a coppie; i colori che mi piacciono son pochi. Va bene che a coppia prendo pure le federe; uso comunque due cuscini. Ma di fronte alla tentazione di prendere la marmitta da 15lt per farci il lesso, mi coglie un lampo di consapevolezza e soprassiedo. Poi mi rendo conto che sto continuando a cucinare per due da mesi e mesi… e mi sa che abbiamo un problema

1832. БСлая, красная ΠΈ синяя ШактиБСлая, красная ΠΈ синяя Π¨Π°ΠΊΡ‚ΠΈ

E seguiamo i segni, tra cui anche l’immagine arrivata “per caso”, e cerchiamo altrove. Che, d’altronde, pretendere di trovare una mela sana in un silos di mele bacate Γ¨, a tutti gli effetti, un idea alquanto sciocca e balzana

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1831. GiΓ , ma cosa???

Un cappio mi si stringe sempre piΓΉ stretto al collo togliendomi il respiro e le forze. È la sempre piΓΉ lucida consapevolezza di non poter procedere oltre nel mio cammino in pura autonomia. Sono giunto al limite del percorso percorribile con le mie sole gambe, sul ciglio di un burrone invalicabile. O mi arrendo all’immobilitΓ , o mi butto di sotto sfracellandomi, o trovo l’ala di due post fa per riuscire a procedere oltre. Poco fa mi Γ¨ giunto in maniera affatto casuale questo aforisma:

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.
(Thomas Jefferson)

ma per quanto mi lambicchi, non riesco a scorgere ulteriori alternative alle miriadi di tentativi diversi giΓ  provati

1829. Umiliandomi

Shakti Γ¨ ovunque, anche nei luoghi piΓΉ improbabili, pericolosi e meno invitanti. Shakti Γ¨ come l’oro, a volte custodito da forze ostili e oscure, sovente occultato da altra materia. Richiede comunque coraggio fatica pazienza e fede per essere recuperato. Shakti ti dice dove cercarla, e se non la trovi Γ¨ perchΓ© sei negligente in qualcosa

1826. Appunti

Ore 2.50: sono, come di consueto, al self 24h per prendermi un caffΓ¨ prima di attaccare al lavoro. Inserisco un euro nella macchina nuova di pacca. Schiaccio il tasto dell’espresso ma non succede niente. Rischiaccio e niente. Mi accorgo che non ha digerito la moneta. Infilo le dita nel vassoietto del resto e sento qualcosa di strano. Estraggo il mio euro tedesco con la faccia dell’aquila rivolta a me, ed i quattro teschi di cui in figura. Il primo pensiero Γ¨ ad un plateale nesso col mio post “Il verdetto”, scritto come sfogo giusto poco prima. Non posso non farmi venire alla mente la collana di teste mozzate di Kali, oggetto delle mie sconfortanti elucubrazioni di questo periodo. Poi perΓ² penso al quattro e al teschio come simbolo della pirateria. E qui a Livorno, il numero 4 Γ¨ perlappunto associato ai pirati saraceni. Da qui il rimando al simbolo di una regione in cui vive una persona a cui ero giusto nell’indecisione di scrivere. Una persona che mi era stato giΓ  indicato considerare animicamente morta. Come al solito, sarΓ  un bel dilemma interpretare correttamente questo rebus…

Ore 3.38: forse Γ¨ giunto un ulteriore indizio; una mail dal contenuto piuttosto “particolare”:

Β« Avete una foto dell’uomo o della donna che amate… PerchΓ© mai dovete insudiciare e limitare quell’essere proiettando su di lui desideri sensuali, pensando al modo di soggiogarlo, di farlo vostro? Dovete invece affidarlo al Signore, alla Madre Divina dicendo: Β«Ecco, Γ¨ vostra figlia, Γ¨ vostro figlio, benedite questo essere e ispiratemi i migliori pensieri affinchΓ© io possa aiutarlo nella sua evoluzioneΒ».
E se vi capita di accarezzargli la testa, i capelli, anzichΓ© cercare solo il piacere, pensate a fare qualcosa per il suo bene e dite: Β«Che Dio ti benedica, che in questa testa regni la luce e vengano a stabilirsi tutti gli angeliΒ». È cosΓ¬ che trasformate il vostro amore, che non sarΓ  piΓΉ fatto unicamente di sensualitΓ , ma diventerΓ  un sentimento straordinario, come non ne avete mai conosciuti. Β»
Omraam MikhaΓ«l AΓ―vanhov

Ore 5.50: mi portano a fare colazione al bar “Quattro Mori”

Ore 6.14: passa in radio questa canzone di cui conoscevo solo l’originale dei Supertramp

Ascolto le parole e mi sovviene come folgore la relazione, che ho sempre trovato disturbante, con Kamala nel Siddhartha di Hesse. Sembrerebbe un quadro coerente in tutto, compreso con l’ipotetica risoluzione del mio post “Mi svendo”. Forse dovrei socchiudere la porta ad una possibilitΓ  totalmente sovversiva e dirompente nel mio paradigma, per ottenerne qualcosa di importante che non mi riesce proprio di cogliere. O forse, invece, dovrei piuttosto sprangare ulteriormente le porte!? Odio i messaggi sibillini…